Casalinghe Felici Blog

Tutto il bello di essere una casalinga felice

MONDO FATATO

giugno22

QUANDO IL PRIMO BAMBINO RISE, LA SUA RISATA SI INFRANSE IN MILLE E MILLE PICCOLI PEZZI CHE SI DISPERSERO SCINTILLANDO PER TUTTO IL MONDO: COSI’ NACQUERO LE FATE. Peter Pan

Mi ha sempre affascinato il mondo fantasioso e favolistico delle fate, degli elfi, delle streghe e tutti gli strani esseri del popolo fatato.

Oggi mi farò prendere per mano dalla Fata delle margherite e lei ci accompagnerà nei suoi luoghi incantati per sognare un pò e scoprire un mondo magico e sorprendente.

Le fate abitano in ogni parte del mondo, ma la loro isola più famosa è quella di Avalon dove re Artù venne incoronato e poi portato lì quando fu ferito mortalmente. Quattro regine delle fate lo fecero cadere in un magico sonno e poi lo nascosero su una collina dove ancora adesso lo vegliano e lo proteggono.

Le colline sono i loro luoghi preferiti da cui ne prendono anche il nome, infatti Sidhe, che in gaelico è il loro nome, significa popolo delle colline.

Ma il regno delle fate può svelarsi nella sua meravigliosa luminosità in ogni luogo ed in ogni momento per poi scomparire all’improvviso così come’è apparso.
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Casalinga umorale

marzo5

Devo ammetterlo SONO UNA CASALINGA UMORALE, cioè vado per ispirazioni nel mio non programma per fare i lavori di casa. Se, per esempio, al mattino mi sono programmata di pulire i vetri e stirare il mucchione che mi aspetta con sguardo d’odio sull’asse da stiro arriva sera che ho pulito i pavimenti, cambiato le lenzuola e spostato i mobili del salotto (altra mania che ho è quella di spostare i mobili ogni volta che ho il virus del cambiamento).

Naturalmente niente del programma mattutino è stato rispettato ma seguire l’estro rende le cose di ogni giorno meno monotone anche se forse un pò meno perfette!

Ma, per dire la verità, io invidio molto l’altra categoria: le casalinghe metodiche. Liste della spesa con marche e negozi dove è meglio comprare ogni singolo prodotto; planning settimanale, mensile annuale precisissimo (lunedì bagni, martedì tende, mercoledì le fughe delle piastrelle ecc. ecc.); menù per ogni pasto della settimana sano, equilibrato e ben suddiviso ed altri metodi a me sconosciuti ma sicuramente utilissimi.

Ma forse la via giusta è quella di mezzo: un pò di programmazione condita con qualche scivolone in altri lavoretti.

Specialmente quando si affrontano casalingaggi che proprio non si sopportano (io per esempio ODIO lavare i vetri!) è meglio fare una pausa ogni tanto magari facendo una lavatrice, un giretto su internet, una babatina al telefono e poi riprendere.

E’ molto peggio intestardirsi tipo “voglio continuare finchè finisco” perchè quando quel lavoro sarà da rifare (sempre troppo presto, naturalmente) cercheremo di rimandarlo il più possibile. 

 E poi quando una stanza è perfettamente in ordine, pulita e splendente mi piace riguardarmela e farmi i complimenti da sola, che bello essere una casalinga felice e umorale!!!

E voi come siete? Umorali o metodiche? Quali trucchetti avete per sdrammatizzare la ripetitività del nostro lavoro? A tutte voi buona giornata e un bacione di incoraggiamento.  Catia

Il ballo: gioia di vivere!!!

gennaio10

                 

Ciao a tutte!!!! (:

Vi dedico i fuochi d’artificio per la felicità di essere tornata dopo un periodo di “ferie” e con un argomento felice-felice come di regola in questo blog.

 

Stò scoprendo in questi mesi una bellissima realtà che non conoscevo ed è quella di un vasto numero di persone di tutte le età che si preparano per bene e poi….. eleganti, ben pettinati, belli come il sole escono (specialmente in coppia) per andare a ballare il liscio e il latino-americano. Sono così affiatati e gioiosi che per me, che non so ballare e non ero mai stata prima in una sala da ballo (essendo stata più una discotecara), è una vera gioia guardarli.
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I consigli di GATTO CHIC

ottobre29

 

Come potevo non approfittare di avere una cognata intenditrice e appassionata di gatti e riempirla di domande sui nostri amati felini di casa? E allora ecco qui tutti i quesiti che le ho fatto e le sue simpatiche ed esaurienti risposte .

E ‘ARRIVATO UN NUOVO MEMBRO DELLA FAMIGLIA IN CASA, cosa ci serve per rendergli la vita comoda,cosa dobbiamo fare per essere in regola con la legge, che visite dobbiamo fargli fare, quali sono gli opzional simpatici che possiamo prendergli? Insomma come ci si deve organizzare dalla A alla Z per il nostro gattino?

Quando decidiamo di adottare un gattino, la prima cosa è accertarsi che sia stato svezzato, un gattino non dovrebbe mai essere staccato dalla madre prima del compimento dei due mesi d’età.La prima cosa da fare una volta preso il micio, è portarlo dal veterinario per le prime vaccinazioni: bisogna ricordarsi che anche se un gatto vivrà esclusivamente in casa i vaccini sono molto importanti! Il veterinario provvederà a compilare un libretto con i dati anagrafici del gatto, e su cui annoterà ogni volta il tipo di vaccino e le eventuali cure a cui si sottoporrà il nostro piccolo amico.
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Civette mon amour, una collezione coi fiocchi e tante tante foto

settembre25

                                                                

Vi faccio conoscere la civetta più grande della mia collezione, mi è stata regalata da mio marito dopo solo due mesi che uscivamo insieme, con la promessa che avremmo seduto lì la nostra bambina (ancora solo un progetto nei nostri sogni) per allacciarle le scarpine. Promessa poi felicemente mantenuta a riprova che le civette portano fortuna e buona salute in una casa che le ospita!

Colleziono civette (ma anche gufi, barbagianni, allocchi e tutta la loro famiglia insomma) da ormai diciotto anni, ne ho più di 400 di tutte le forme, materiali e misure possibili.

Le amo tutte e ancora adesso dopo tanti anni me le riguardo e mi piacciono ancora tanto. Quasi tutte mi sono state regalate (specialmente da uno dei miei fratelli che me ne ha regalate tantissime una più bella dell’altra), ne ho pochissime doppie e anche quando visito i siti dei collezionisti come me, raramente mi capita di trovarne di uguali alle mie,questo mi porta a chiedermi “Ma quante civette ci saranno mai nel mondo e chissà se esiste un museo dove ce ne sia una discreta raccolta?” Per ora vi farò vedere un pò della mia, per oggi solo tre foto ma nei prossimi giorni aggiornerò questa pagina con aneddoti, foto, riferimenti storici e tutto quello che riuscirò a trovare e che voi mi manderete, se siete delle appassionate di civette come me. Un becchettino dal nido a tutte voi.
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Picnic al lago

settembre24

 

Abbiamo aproffittato di una delle ultime giornate tiepidine prima dell’inverno per fare un picnic in riva ad un lago di montagna. Il giorno prima si mette in moto la macchina da guerra produttrice di insalate fredde, frittate, tramezzini e thermos di caffè a cui si aggiunge l’ideona del nonno di fare una grigliata usando la griglia messa a disposizione per i turisti in una zona attrezzata in riva al lago.

Alle dieci del mattino siamo già posizionati  il panorama è meraviglioso siamo letteralmente immersi in mezzo al verde, serve un maglioncino di lana ma splende il sole e quindi tutto va bene.

Accendiamo il fuoco, prepariamo i tavoli con delle tovaglione a quadretti, stendiamo i nostri orribili ma amatissimi plaid e siamo pronti per divertirci. Musica a palla, naturalmente canzoni dello Zecchino d’oro e le classiche del karaoke, io tiro fuori i sacchi per la corsa e le mele legate con uno spago per la gara del “chi mangia più veloce”, la super tombola con i fagioli per segnare i punti, mille fogli e mille colori.

Il nostro gruppo non è numeroso ma ci sono 5 bambini e quindi bisogna inventarsi continuamente qualcosa oltre ad avere sempre un responsabile bordo-lago per controllare i piccoli avventurosi.

Ci siamo portati dietro anche un libro con le foto degli animali e delle piante di montagna per confrontarli con quelli veri che riusciamo a vedere.
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I funghetti ed il bosco fatato

settembre14

Oggi vi voglio raccontare (forse perchè si avvicina la festa dei nonni e mi sento in vena di pensare un pò al mio passato di bambina) un’avventura vissuta insieme ai miei fratelli quando eravamo piccoli. Nella mia famiglia c’era l’abitudine di andare nei boschi di montagna a raccogliere i funghi e quell’autunno finalmente avevamo avuto il permesso di andarci senza un adulto sempre alle costole. Figurarsi il nostro entusiasmo, la voglia di fare bella figura con un bel bottino e sotto sotto anche un brividino di paura per il fatto che non c’era un grande con noi. In effetti il bosco incute sempre qualche timore, è un pò buio, ci sono dei rumori sconosciuti, puoi incontrare qualche animaletto e chissà perchè anche le storielle che ti racconti mentre cammini sono sempre un pò tenebrose. Insomma un pò camminando un pò riposando dopo qualche ora i piedini erano stanchi ma i cestini ancora vuoti…..Non ce la sentivamo però di arrenderci e ci facevamo coraggio uno con l’altro immaginandoci la faccia della mamma se le portavamo a casa un bel pò di funghetti. Ad un certo punto quando ormai il più piccolo di noi stava per versare qualche lacrimuccia decidemmo di continuare fino ad un albero strano con dei rami un pò impressionanti e se non trovavamo niente: dritti a casa.

Non potete immaginare al di là dell’albero la scena che si presentò ai nostri occhi! Era successo che nel corso dell’estate quel lato del bosco era stato disboscato lasciando solo i ceppi degli alberi che sono il terreno migliore di crescita per i funghi chiodini!! C’era una distesa infinita di funghi, un mare di chiodini, una cosa inimmaginabile che ci lasciò letteralmente senza parole.
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Eccomi! Una casalinga felice e contenta

settembre11

Ciao a tutte sono Catia ho pensato di mettermi in rete per sfatare il mito delle casalinghe disperate e con il mio e il vostro ottimismo affrontare ogni giorno le gioie e i problemi (però solo dal punto di vista delle soluzioni) di questo nostro meraviglioso mondo lavorativo nel nido di casa nostra.

Siamo pronte? Allora per oggi partiamo con la mia idea di casalinga felice: mi mandate un raccontino della situazione più ridicola in cui vi siete trovate nel vostro lavoro a casa? Eddai ridiamoci su un po’ a cominciare da un mio racconto: avete presente quando invitate per la prima volta a casa vostra qualcuno con cui dovete per forza dico PER FORZA fare una bella figura? Per esempio la suocera o l’ex compagna di scuola super perfetta?
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