giugno22

QUANDO IL PRIMO BAMBINO RISE, LA SUA RISATA SI INFRANSE IN MILLE E MILLE PICCOLI PEZZI CHE SI DISPERSERO SCINTILLANDO PER TUTTO IL MONDO: COSI’ NACQUERO LE FATE. Peter Pan
Mi ha sempre affascinato il mondo fantasioso e favolistico delle fate, degli elfi, delle streghe e tutti gli strani esseri del popolo fatato.
Oggi mi farò prendere per mano dalla Fata delle margherite e lei ci accompagnerà nei suoi luoghi incantati per sognare un pò e scoprire un mondo magico e sorprendente.

Le fate abitano in ogni parte del mondo, ma la loro isola più famosa è quella di Avalon dove re Artù venne incoronato e poi portato lì quando fu ferito mortalmente. Quattro regine delle fate lo fecero cadere in un magico sonno e poi lo nascosero su una collina dove ancora adesso lo vegliano e lo proteggono.
Le colline sono i loro luoghi preferiti da cui ne prendono anche il nome, infatti Sidhe, che in gaelico è il loro nome, significa popolo delle colline.
Ma il regno delle fate può svelarsi nella sua meravigliosa luminosità in ogni luogo ed in ogni momento per poi scomparire all’improvviso così come’è apparso.
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febbraio4
CHE BELLO, RITORNA LA FESTA DEGLI INNAMORATI!
Chi conosce il Catia-pensiero saprà già quello che sto per dire: ogni occasione è buona per fare FESTA!!!!!!!! Poi sta a noi non svilirla e non renderla solo una festa commercializzata, come vi consigliavo per la festa dei nonni (se vi va potete leggervi l’articolo del 2 ottobre). Si può benissimo festeggiare questa bella data semplicemente dedicandosi alla coppia in modo diverso da tutti gli altri giorni dell’anno. Ciò non vuol dire che tutti i giorni non sono buoni per le coccole, ma è giusto approfittare di essere sotto l’auspicio di S.Valentino che è mondialmente il protettore degli innamorati per fare qualcosa di speciale vicini-vicini.
I miei semplici suggerimenti sono utili per rivivere un giorno da “soli noi due” per una volta e senza dover spendere una pazzia per provare il nostro amore.
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settembre24

Abbiamo aproffittato di una delle ultime giornate tiepidine prima dell’inverno per fare un picnic in riva ad un lago di montagna. Il giorno prima si mette in moto la macchina da guerra produttrice di insalate fredde, frittate, tramezzini e thermos di caffè a cui si aggiunge l’ideona del nonno di fare una grigliata usando la griglia messa a disposizione per i turisti in una zona attrezzata in riva al lago.
Alle dieci del mattino siamo già posizionati il panorama è meraviglioso siamo letteralmente immersi in mezzo al verde, serve un maglioncino di lana ma splende il sole e quindi tutto va bene.
Accendiamo il fuoco, prepariamo i tavoli con delle tovaglione a quadretti, stendiamo i nostri orribili ma amatissimi plaid e siamo pronti per divertirci. Musica a palla, naturalmente canzoni dello Zecchino d’oro e le classiche del karaoke, io tiro fuori i sacchi per la corsa e le mele legate con uno spago per la gara del “chi mangia più veloce”, la super tombola con i fagioli per segnare i punti, mille fogli e mille colori.
Il nostro gruppo non è numeroso ma ci sono 5 bambini e quindi bisogna inventarsi continuamente qualcosa oltre ad avere sempre un responsabile bordo-lago per controllare i piccoli avventurosi.
Ci siamo portati dietro anche un libro con le foto degli animali e delle piante di montagna per confrontarli con quelli veri che riusciamo a vedere.
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settembre14

Oggi vi voglio raccontare (forse perchè si avvicina la festa dei nonni e mi sento in vena di pensare un pò al mio passato di bambina) un’avventura vissuta insieme ai miei fratelli quando eravamo piccoli. Nella mia famiglia c’era l’abitudine di andare nei boschi di montagna a raccogliere i funghi e quell’autunno finalmente avevamo avuto il permesso di andarci senza un adulto sempre alle costole. Figurarsi il nostro entusiasmo, la voglia di fare bella figura con un bel bottino e sotto sotto anche un brividino di paura per il fatto che non c’era un grande con noi. In effetti il bosco incute sempre qualche timore, è un pò buio, ci sono dei rumori sconosciuti, puoi incontrare qualche animaletto e chissà perchè anche le storielle che ti racconti mentre cammini sono sempre un pò tenebrose. Insomma un pò camminando un pò riposando dopo qualche ora i piedini erano stanchi ma i cestini ancora vuoti…..Non ce la sentivamo però di arrenderci e ci facevamo coraggio uno con l’altro immaginandoci la faccia della mamma se le portavamo a casa un bel pò di funghetti. Ad un certo punto quando ormai il più piccolo di noi stava per versare qualche lacrimuccia decidemmo di continuare fino ad un albero strano con dei rami un pò impressionanti e se non trovavamo niente: dritti a casa.
Non potete immaginare al di là dell’albero la scena che si presentò ai nostri occhi! Era successo che nel corso dell’estate quel lato del bosco era stato disboscato lasciando solo i ceppi degli alberi che sono il terreno migliore di crescita per i funghi chiodini!! C’era una distesa infinita di funghi, un mare di chiodini, una cosa inimmaginabile che ci lasciò letteralmente senza parole.
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