L’ALFABETO del: problem? NO PROBLEM!!! Lettera “J”

Parola d’ordine:
CASALINGA FELICE=NIDO FELICE
“J”

JEANS
Mi sento orgogliosa di raccontare la storia di questo amatissimo capo di vestiario che come moltissime cose speciali sembra essere nato in Italia. E se non è lui il pantalone più risolvi problemi che ci sia non saprei proprio quale pantalone potrebbe esserlo!!!

La leggenda dei jeans racconta che nascono a Genova intorno al 1300 quando vennero cuciti dei pantaloni per i marinai con le stoffe che servivano per coprire le merci e fare i sacchi per le vele delle navi. E proprio a Genova in giugno c’è stata una mostra (dislocata nella città stessa ma anche nelle città vicine) chiamata “Blue de Genes” dall’antico nome che davano a questa stoffa i francesi e cioè: blu di Genova. Questa mostra anticipa con i suoi eventi quelli che vedranno nel 2010 questa città capitale dei Jeans.
Per esempio si poteva visitare “Il laboratorio dei jeans” ricco di jeans d’epoca, foto storiche, tessuti, costumi teatrali e perfino di macchinari per fare i jeans.Oppure con nuovo allestimento all’interno del chiostro diocesano erano esposti i teli della storia della Passione del XVI secolo disegnati su tela blue de jenes di spesso lino considerata l’antenata del jeans) e in perfetto stato di conservazione in una mostra chiamata “Accendiamo le luci sul blu”.

Quattro amiche e un paio di jeans
E’ un libro diciamo per ragazze pre-adolescenti molto carino che ho letto insieme a mia figlia con molto piacere. Il protagonista è un paio di jeans che viene indossato a turno da quattro ragazze molto amiche, a seconda di chi è l’amica che ha un problema da risolvere. E’ scritto in maniera leggera, realistica e a tratti anche un pò commovente. C’è anche il seguito che è altrettanto simpatico.
STRANEZZE DI JEANS:
Borsa a strati

Opera d’arte in jeans

Jeans ball

Volante

Jeans più lungo del mondo

A Lima in Perù nel 2008 sono riusciti a confezionare un paio di jeans che è stato messo nel Guinness dei primati: 40 metri di lunghezza, 30 metri di girovita, 7 TONNELLATE di peso, 3.000 di tessuto e due gru per sollevarli. Al termine delle foto di rito i jeans sono stati trasformati in zaini e borse per i bambini.

JUKE BOX
Ho scelto un argomento forse un pò nostalgico ma affascinante, forse anche un pò fuori tema rispetto all’alfabeto “No Problem” ma cosa c’è di più scacciapensieri (e problemi) della musica?

Per lunghissimi anni ha animato con la sua musica tutti i bar del mondo dando la possibilità al pubblico di poter scegliere la musica a proprio piacimento inserendo semplicemente una moneta e poi scegliendo il brano preferito tra quelli presenti nel juke box.

Nel 1927 nasce il primo fonografo a moneta seguito poi nel 1933 dal primo Wurlitzer, casa che ancora oggi fa dei magnifici juke box. E’ uno dei simboli degli anni 50 e come non ricordare Fonzie, il protagonista della serie Happy Days dove riusciva a far partire il disco dando un pugno sul juke box?

All’inizio funzionavano con 12 dischi a 78 giri che poi vennero sostituiti dai più piccoli a 45 giri.

Ai giorni nostri invece vengono messi i i cd all’interno dei juke boxe ed esistono anche quelli mp3.Forse un pò meno appariscenti ma migliori come qualità dei suoni.
JAZZ

E allora già che siamo in tema musica vorrei approfondire un pò l’argomento parlando del jazz.
E’ difficile, come del resto per il blues, ricostruire le origini di questo genere musicale perchè figlio degli schiavi afroamericani che potevano tramandare la loro meravigliosa musica solo suonandola e cantandola ma non scrivendola. Ma sicuramente nasce da un insieme di canti di lavoro, di canti religiosi, del blues, del ragtime, della musica per banda europea (era usanza che una banda suonasse ai funerali e nei cortei funebri) e perfino della musica lirica.

La New Orleans dei primi anni del ventesimo secolo viene comunque designata come patria del jazz, in questa città vivevano inglesi, spagnoli, francesi, creoli e anche gli schiavi africani che con questo fantastico miscelarsi di musiche arricchirono le sfumature del jazz. Ancora adesso nelle sue strade si respira aria di jazz in special modo il Martedì grasso quando un’enorme parata inaugura l’apertura del carnevale.

Il simbolo del jazz nel mondo dal 1925 fino ad oggi è il trombettista Louis Amstrong mentre un altro jazzista famoso fu Duke Ellington che suonò per anni con la sua orchestra nel famoso locale Cotton Club a New York.
Gli anni d’oro di questa musica furono quelli del proibizionismo quando la gente andava a ballare nei locali in cui si vendevano i liquori di contrabbando.

Negli anni sessanta il jazz si ravviva grazie ad artisti come Miles Davis, John Coltrane e Ornette Coleman con il loro Free Jazz.
Ai giorni nostri uno dei massimi esponenti di questa musica è Pat Metheny mentre in Umbria ogni anno si svolge “Umbria Jazz” una tra le manifestazioni di musica jazz più importanti al mondo.http://www.umbriajazz.com
Vi lascio sull’onda di questa meravigliosa musica e vi aspetto alla lettera “K”.

Ringrazio le fonti delle foto e delle clips. Qualsiasi problema in merito segnalatemelo e sarà prontamente risolto.